SER MARCANTONIO
DRAMMA GIOCOSO PER MUSICA
DA aAPPRESBNTARSI NELL' IMPERIAL TEATRO
DI VIA DELLA PERGOLA
NELLA PRIMAVERA DEL i8i2.
BOTTO LA PROTEZIONE
nr SUA MAESTÀ'
NAPOLEONE L
IMPERATORE DEI FRANCESI
RE D" ITALIA
E PROTETTORE DELLA CONFEDERAZIONE
^ DEL RENO.
iee«a
FIRENZE
1812
PRBSSO GIUSEPPE FANTOSlNI E FIGLIO.
ATTORI
BETTINA, Scuffiara
Signora Adelaide MalanotU r
SER MARCANTONIO
Sig. Luigi Zamboni .
S r MEDORO
sig. Giovaani David.
Uà V Signora Angela Chies ^
TOBIA, Sensale, fratello di Bettina
Sig, Luigi Riccardi.
LISETTA , Cameriera di Dorina
Sig, Elisabetta Cucci ,
PASQUINO, Servitore di Marcantonio
Sig. Francesco Antonio Biscottini.
Di Vecchi Parenti e Amici di Marcantonio
Di Suonatori e Cantanti .
Di Falegnami, Muratori, Mercanti di Me
de , e Bigiotterie .
Alcune Ragazze Modiste, Servitori ec.
Coro e Comparse
La Musica è del Sig, Maestro Stefano Pavesi
s
Inventore^ e Direttore dei Balli, Sig. URBANO
GARZIA ; e sar«inno eseguiti dai seguenti
Primi Balie ri fi! Serj
Sig. Girolamo Albini Sìg. Antonia Dupea
Primi Grotteschi a vicenda
Sig. Gaetano Sig. Vincenzo Sig. Carlo Sig. Gaetan©
Matucci Paris Paganetti Gagliardi
Sig Celeste Sig. Marietta Sig. Carlotta Sig. Luigia
Dupen Rescani Ronzi Valaschi
Primi Ballerini dì mezzo carattere
Sig. Pietro Trigambi Sig. Angiola Montini
Ballerini per le partì
Sig. Giuseppe SorTjolini Sig Felice Ceruti
Con Nutn. 24. Ballerini di Concerto,
e 50. Figuranti .
IL BALLO HA' PER TITOLO
PIZZARRO AL PERÙ'
4
Primo Violino^ e Direttore delV Orchestra
Sig. Gio. Felice Mosell*.
Maestro al primo Ci mb al o
Sig. Michele Neri Bondi .
Secondo Cimba lo Sig.
Primo VioL dei Secondi Sig.
Primo Violino dei Balli Sig»
Primo Violoncello Sig.
Primi Contrabbassi ^
Prima Viola Sig.
Primo Oboe Sig.
Pr. Fagotto e Corno htgl. Sig.
primo Plauto Sig.
Primo C lari net Sig.
Primo Corso Sig.
Luigi Barbieri .
Salvatore Tinti.
Alessandro Favier .
Guglielmo Pasquini .
Francesco Paini ,
Cosimo Corona .
Ranieri Mangani.
Eglsto Mosell.
Giuseppe Closset .
Luigi Vanni.
Francesco Tuly .
Pasquale Baldini.
Pittore , e Inventore delle Scene Sig. Luigi Facchinell.
di Verona. Figurista Sig. Gaetano Piatroli .
Macchinisti, e Direttori del Palco Scenico
Sigg. Giuseppe, e Candido Borgini .
•Il Vestiario sarà eseguito per gli Abiti da Uomo da.
Sig. Francesco Ceseri, e per quelli da Donna
dal Sig. Giuseppe Bagnani
Saitori Fiorentini.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Marcantonio seduto nel mezzo fra Donna ^ e
Medoro . Intorno a lui un Coro di vecchi suoi
amici, pure seduti. Lisetta^ e Pasq^aino in pie-
di dentro gli altri.
Gonclossiacliè vi resta ,
Per quanto è almen da credere,
Ua po* di senno in te^ta :
Ua grave afFar desidero
G >n voi di consultar.
Mtd.Dor, ( D'un qualchè imbroglio )0 dubito . )
Lis. Pas ( Che diavolo vuol far? )
Mar. Di questi miei Nipoti
Io sono assai contento:
Per compiere i lor voti
Vorrei far testamento .
MedDor. Ahi caio Zio... ( Qual giubbilo! )
Mar. Lasciatemi parlar.
Pensando poi, elio T ultimo
Io son del mio cacato:
Che ancor, potrei volendolo^
Esser Papà chiamato.
Per dir la cosa in termi ai ,
Moglie vorrei pìgiiar.
Atrio .
Med.nor ( Ohimè! qual nuova è questa! )
Pas. Us.^ ^ C E' matto nella resta. )
( Mi fa strasecolar )
Mar. Quest è ciò che desidero
Coa voi di consu tar
Coro (iti 1^ e echi.
Considerando Set Marcantonio,
Quali sian gli obblighi del inatrimonior
Facendo i calcoii co.sì all'ingrosso
Dei quattro sabati, che avete indosso,
N>i conci udianio da biioai amici ,
Che al ogni c njuge d'antìcni auspici
Il matrimonio s' ha da interdir.
Lis Dar. Med. , e Pas.
( Costor si «piegane^ con senno, e sale)
Mar. A prender oiogìie fo duuqao male ?
1/ Coro Male, malissimo; non c' ù da dir.
Marc. Care bestie, del vostro consiglio,
s* diza^ e così tutti gii altri.
Parlo tondo, non soa persuasa.
Prendo moglie, e con tanto dì naso
Tutti quanti vi faccio restar .
Lis, Dor. Pdsq. e Med
( Qnal rovina f il balordo ostina.
// Coro Perdonate, così non si tratta.
Tutti Prego il Ciel che tocchi una matta
& VI
Che di rabbia faccia crepar.
il Coro parte.
Marc Che credono costor?. Pe rchè negli anni
Son un poco avanzato,
Gh' io sia com' essi, au cala^cion scordato?
Che n® dici Lisetta ?
Lis. Oh!... Voi Padroae
Siete ancora un campione
Da fare al par d' ognun la vonra parte .
Marc. Brava: or vedo che sci perita in arte*
Dor, ( Mi tradisci tu ancor? )
Lis ( Ma non capite,
Che convien secondar? )
Jì^arc, Pasquin, ti pare
Ch' io non possa aspirare
A diventar papà?
Pasq Qual giovìnotto
Più ben di voi si porta?
Marc. Bravo , tu sai capir quel «he più importa ,
A^ed ( A far questi spropositi > briccone.
Il Padron si consiglia? )
Pasq. ( Già più dite di cò, più si puntiglia . }
Marc. Orsù, Pasquin, Lisetta,
V'ho da parlare, Andiara, Nipoti miei.
Preparatevi pure a far la corte
Alla Signora Zia nostra Consorte.
parte con Pascjidno e Lis.
S C E N A II.
Medoro j Dorina^ indi Tobia.
Med. S^^rella mia... Dor. Fratello...
Med. Che abbiam da far?
Dor. Che possiatn dir? Msd Bettina,
Che credendomi erede
Della roba del Zio dovea sposarmi,
Or forse più non mi vurrà . Dor. Tol^ia
Di lei fratel, eh' esser volea mio sposo.
Sulla fede d' aver una g an doto :
Or che resto a man vuote ,^
Mi pianterà. Med- Vedilo appunto.
Dor. Oa Dio! Med, Qu^^^ca nuova del ?*ra
8
Di noi chi gliela dk ?
Dor Non ho coraggio.
Med. Nemaien io Già lo sai,
Che per dar tr ste nuove io non son fatto.
Dor C e fortuna crudeli
Med Che orecchio matto!
siedono Lontani, e stanno in atto di tristezza
T©b. Qjando, o Dorina amohile,
Quando verrà quel dì ,
Clìe il tuo b()cchia di zucchero
A me dirà di sì .
Io giorno e notte assiduo
A far negozj attendo :
Propongo scrurchi , e debiti,
Compro, baratto, c vendo:
Or dimmi , tutto quesi-o ,
Dorina mia perchè?
Per arfic?chir pià presto:
Per viver ben con te.
Ma Dorina... Medoro... e che vaol dire
C tal malinconia? Che cosa avete?
Spiegatevi . Sapete ,
Che vostro amico io sono.
^ed Ah! qua! rovina!
Tob Dimmi , cos' è?
Med. Te lo dirà Dorina.
Tob. S.>a qua, cara, son qua. Delle tue smanie
Qua! mai , visetto d' oro ,
E' la cagiun?
Dar. Te lo dirà Medoro. parte.
S C E N A IH
Medoro, Tobia, lidi liseita,
Tob, Lisetta. e che vuoi dir?
Lis. Già 1^ saprete ,
Che il mio Padrone.
Toh Ebben?
Lis, Vuole ammogliarsi .
Tob. Eh! via.
Med Par troppo-
T&b. Ah! ab! delle tue smanie
E questa la cagione; or me ne avvegglo,
Med E che altro mi potea nascer di peggio?
Toh. Ma chi è poi questa sposa?
Lis Non l'ha trovata ancor.
Med Come?... Lis. Sentite.
A me, a Pasquin poc'anzi
Egli aperse il suo cor Vuole una sposa
Buona, bella, amorosa,
Che non rida, non pianga.
Non conversi, non giochi, e non ispeoda ^
Che ad altro non attenda ,
Che alla casa, e al marito: in somma tale^
Che all'età vecchia, e nuova
Io mi lascio scannar s' una ne trova .
Jlded. Via, via: qaand' è così... che pensi?
2'ob. ( Appunto . .
E* questa T occasione
Di dare ai vecchi matti una leziaae.
A me, perbacco, a me . ) Corri, Lisetta,
A dire al tuo Padron, che fra mezz' ora
Gli condurrò una Giovine,
E che spero, a dir tutto in due parole,
Che appunto sarà tal, qual ei la vuole.
Lisetta parte
Med, Ah traditori che inganno...
Tob Oti bella! io fo il sensale
( Ah, ah rider mi fa ! l'intenda male, parraac?
Iti
S G E N A IV.
Bottega di QrfHara, o Modista.
Io prospetto V ingresso .
Bettina che guarnisce un cappellino ,
Intorno a lei alcune ragazze^ che
lavorano , indi Tobia .
Set. Mi vien da ridere - se dir mi scato
Col suon pia languido ^ del sentimento;
Bettina, io spasimo -di amor per te.
Io che per indole -son tutta foco,
Si fredde chiacchiere - le conto poco'.
Vo' un cor, che stabile • mi serbi fè.
Di certi giovani - conosco Tarte:
fi indarno tentano -di farla a me.
Presto presto Ceccliina,
Porta questo cappello in fretta in fretta
A Madama Zibetta, onde nasconda
Le bianche chiome al Gavalier Bc^rliehe
Grande amator delle medaglie antiche,
Qaesi' abito, Pappina, porta tosto
Alla Marchesa Bianca,
Che in lei farà parer quel, che le manca,
E voi altre, raggazze, andate tutte
Gqa veli, nastri, e piume alla I-iocanda
Da quella pfovincial: Voi già sapete.
Ch'ama alla sua mauierà
Di porsi indosso una bottega intiera.
To6. Sorella... òMmò!... sorella... ii tuo Medoro..
La mia cara Dorina...
Bet. Sbrigati; cos' è?
Toh Sono in rovina .
Il loro ZiO con settant'anni in corpo
Vuole ammolli arsi.
B.t Oli! vecchio maledetto.
Tàò. Ma senti nn mio progetto Ho rilevato
genere di sposa egli vorria ;
Se tu, sorella mia, fossi capace
Di far bene mu) parte, ho meditata.
Una bella commedia.
Het. Gì vftol altro ?
Parla pur, che ho da far?
Tob. A Marcantoaìo
Ho fatto dir, ch'io gli trovai la spasa.
Che a lui la condurrò j che se gli piace
Nel puato isteiiso si farà il eontratco.
Or tu quella esser dei ,
Ber;. Sherzi, o sei matto?
Che ne dice Medoro?
Tob. Anche di lui
Ci d ibbiam divertir. Fidati. Alflae
Egli sarà tuo sposo;
Dorina sarà mia; e al vecchio sciocco
Fareoi passar le voglie
Di gabbir i aipoti, e prender moglie.
Beù. Parlo schietta . Ov' io non maachi
Air amor del caro bene.
Farò imbrogli, farò scene;
Già tu sai , se ne sò far.
Tob. Non temere. Adoro, ed amo
Ancor io la mia Dorina.
Quest'imbroglio, che facciamo.
Tende un vecchio a eovbellar.
Ij2t. Siamo intesi. P-eado impegno.
Tob, La tua parte ora t'insegno.
Be^. ( Mi vuoi fiera!... mi vuoi mesta?*'
a s ( Deggio piangere, o gridar?
Tob. ( La tua parte non è questa,
( Stammi uu poco ad ascoltar .
12
Hai da far la .«semplicetta
Set. Posso in questo dar lezione /
Tob. Collo torto bocca stretta.
Bet^. Proviam dunque» quest'azione.
( Ho vergogna... son zitella...
^ ( Serva... grazie... signor si
Tob»^ Brava: brava: mia sorella
( Va benissimo così
Che bel gioco!... Quel che resta
Presto andiamo a concertar.
A quel vecchio affé la testa
Questa volta ha da girar .
S G E N A V.
Sula terrena, che introduce al Gabinetto.
Dorina indi Lisetta.
Dor» Che Tobia mi tradisca in tal maniera
Io mai non crederò .
Lis. Signora. Dor. Ebbene?
Lis. A momenti qui viene
La bella , che Tobia pur or propone
In isposa al padrone.
Dor. Dunque è ver? come mai? qual confusione
Lis. Ma il più bel non sapete, Signorina?
La sposa del padron sarà Bettina .
Dor. Stelle! che dici? Lis, Almeno
Così mi è stato adesso assicurato.
Dor E Bettina capace
Sarà di un tanto eccesso?
Lis. Son tutte bizzarrie del nostro sesso* partono
S G E N A VI.
Medoro indi MarCiVitonio .
Med. Amare un tenero
Soave oggetto
E a forza ascondere
La fiamma in petto
E troppo barbaro
Grudei penar .
Se i miei voti ascolta amofe
Se godrò col caro bene ,
Cesseranno le mie pene
Non saprò piti che bramar.
Se noa mi riesce persuadere ii veccbte
A mfJttere in oblìo
Il suo pazzo imeneo, perdo la spegne
Di Bettina ottener: ma viene il zio!
Rendi , amore , eloquente il labbro mio •
Mar. L'idea del matrimonio
Mi gonfia un non sò che nella mia tesfà
Che apiegario non sò per verità :
QuaT ero esser mi par trent' anni fa.
Med. Signor zio riverito ! riverenza.
Mar. Mio padron prelibalo! simile.
Med, Si contenta ? come sopra
Mar, Padrone .
Med Mi permette ? Mar, Si serva .
Med Mi concede? Mar, Oh Tè pur lunga!
Med Soltanto due parole.
Mar, Anche quattro se vuole.
Med Scusi l'impertinenza. riverenza.
Mar. Inver mi vai rompendo,... la pazienza
Med, Ha dunque risoluto in tutti i conti
Dì prender moglie ?
Mar. Almen così mi sembra. Med, A quest'ora?
Mar. E eh' è tardi? 11 fDjo quadrante
Mi accenna mezzo dì. guardando r orologio
Med. Che dice mai ?
Il suo quadrante, o zio, va lento assai.
Mar. Che? il tuo vVp^à sollecito?
Med Almeii lo crederei.
Mer. Taci, non più, che un temerario sei.
Jded, Lo zelo , r aftezione ,
Che ho per un zio kì antico, e rispettabile
Mi avea fatto parlar; ma se lo sdegna
Questa favella mìa ,
Un altra riverenza, e vado via. per partire
Afar Non voglio riverenze; aspetta, e solo
Alle domande mi^
Rispondi schiettamente, e senza velo.
Ji^ed. b'on qnì; la verità, nò non la celo,
Mar. Caro il mio nipotino
Parlami schiettamente:
Cosa dirà la gente,
Se moglie prenderò ?
Aled. Dirà... deh perdonate.,.
Dirà che siete un pazzo;
Che il fare da ragazzo
Da voi pili non si può.
Mar. Oh oh! son forse vecchio?
Jlded. Noi sò: fra sopra, e sfotto.
Saremo ai sessantotto .
La verità quest' è .
Mar. Non sono un giovinotto.
Ma ho polso più di te .
Med. ( Vorrei poter nascondere
Il mio dolore almeno >
Ma stretto nel mio seno,
Ormai restar nou può . )
Mar. Credea l'amico celare j
Parlare a un pappagallo ,
Non sa che ancor son gallo,
E glielo mostrerò .
Med. Ma di giorno colla sposa
Qual contegno prenderete ?
Mar. Farò un poco d' ogni cosa
Per poterla contentar.
Med. E la notte che farete ?
Alar, Lo vedrai cosa farcia
AJed. Tavolette conterete?
Afar. .Fori[ sì, e forse nò.
Med. Se non tate a modo mio.
Lo vedrete caro zio ,
Gran dij^grazia arriverà.
Mar, Nipotino, non m* ioaporta;
Voglio moglie , o viva o morta ,
A dispetto dell' età .
Med, Ascoltate lo j^trumento.
Ed il resto già si sà.
Mar. Quella vece, che ora sento
Buon preludio a me noa dà. partono
S G E N A VII.
Pasquino f indi Marcantonio.
Pas. E il padrone non vedo! vecchio matto!
Dove mai s'è ficcato... eccolo,., venga...
Venga Signor padroa.
correndo dalla parte dov' è entrato Marcant*
Mar, Cosa è successo ?
Pas lì Sior Tobia mi ha detto
Che adesso occultamente
Per non far dir la gente, ei con la bella
Verrà qui nel giardin tra pochi ìsrauci .
Mar, Bravo! porta tre sedie, e vaane via,
Ma sta pionto a venir, .^e mai ti chiamo.
Pas. ( CheòciocGo! che babbeo! ) Rider vogliamo.
parte.
i6
SCÈNA VIIL
Marcantonio , indi Tobia , poi Bettina chiusa
in una portantina in abito da semplicetta ,
indi Medoro .
Marc Ah .'ah! vecchio qaal son,se questa bella
Ha quel , che piace a aie . . .
Tob. SigQOr . . . Marc. Chi «lete ?
Toh. Tobia.
Mar. Bravo . . . scusate. Ho corta vista . . .
E poi è tanto tempo ,
Che non vi vedo ... Or dunque che facciamo?
La giovine dov'è ?
Xob Per dirvi tutto
Ho fatto una gran cosa a persuaderla
Di venir qua. Njn esce osai di casa . ► .
Non vede mai nissun...Fa d'u-»po in somma
Tant'ella è riservata, e modestina.
Ch'io condur la facessi in portantina.
Mar. ( Capperi! buon augurio! )
Or dite, di che casa è questa bella?
Tob, Senz'andar per le lunghe, e mru sorella.
Mar. Ah! ... ah !.. me ne consolo.
Tob. Eccola. Avanti ...
Venite qua . . . Bettina ... {ai Facchini
che depongono la portantina , e poi se ne van^
no quando è usata Bettina . )
Esci fuori . . . ^iam s dì. Non v' è altri,
Ctie il Signor Marcantonio . E' sì modesta.
Sì vergognosa . . .
Mar. { Oh che gran cosa è questa ! )
Bet. Serva sua devotissima
Mar \ Andiam bene. ) Venite, o mia carina.
Sedete presso a me..» Prima di HiUO
Osservatemi ben per ogni baaia.
Vi piaccio?
Ben. Sì Signor ..come comanda.
Tob ( Gran demonio è costei ! )
Mar, D ie . . . volete ...
Esser raia sposa ? . . Ebbejo ? , • • Non risponde te ? .
Tob. Da brava ... via . . .
Mar, Ma queste riverenze
Che mai vogliono dir?
Bett. Grazie. , Tob. ( Che scena!
Mar. Grazie sì , o grazie no ?
Bett. Quello, che piace
Al Signor Marcantonio .
Mtir. ( Ah! qnesia, amico,
E* una perla ... un tesoro ... Io son di stucco )
Tob. ( Ella è proprio per voi . ) (Che mammalucco ).
Mar. Dite : La «era almeno
Vorrete in casa un po' di compagnia?
Bett. Nò Signor. Mar. Al Teatro
Andrete dunque ?
Bett Nò Signor. Mar. Ma sola
Star sempre in casa ? ..
Bett. Sì Signor. Mi piace
Di lavorar. Mar. Benissimo; e ch« cosa
Con queste vostre mani
Sapete far di bello, e di pulito?
Bett. Quello, che piace al mio signor marito.
Calze, ricami, rocca ....
Cucire, pettinar! ...» Tob. (Che scaltra! )
Marc. Amico
Non perdiamo più tempo. Io mando tosto
A chiamare un Notaro, e sul momento
Facciamo la scrittura. Toh lo son cont^^nto.
Mar. biamo intesi . Ah ! questa è la sola moglie ,
3
Che fa per me. Son certo almcn, che questa
Non ha capricci , compagttie non c«rca ,
Mode non cura , e non conosce ancora
Che sien feste, teatri, o ballo, o gioco.
Ben. (Babbeo, tra là. Te n'avvedrai fra poco.)
Mar. ( Che innocenza! che candore!
Proprio incanta: tocca il core. )
Dite: in me qual è la cosa,
Che può farvi innamorar?
Bett. ( Arrossisco. ..Perdonate...
volcandogii le spalle.
Detto m'han, che il matrimonio
E* un gran ben, se un Marcantoaia
Mi riesce dì sposar .
Toh. ( Oh che scena da teatro
Come ben sa far la sciocca ! )
V'assicuro, che vi tocca
Una moglie singoiar.
Bett. Serva sua ...
Mar. Ma dove andate ?
Bett. A finire una calzetta .
Mar. Benedetta ... nò: restate:
m i o - M'incomincio ) • u
TobeBeit. . . . (a riscaldar..
S incomincia )
Toh. Dunque dite... che facciamo ?
Mar. Mia carina, concludiamo.
T(;b.€ Mar. Queste nozze s'han da far?
Bett. Sì Signor. ( Il merlo è in gabbia
Non lo lascio più scappar. )
Mar. Tofc. Che contento! ( Un egual \
^ } bestia
« 3. E' impossibile trovar . )
Med. Che vedo mai ?... Bettina ?.. . sortendo
Ah ! perfida , . . assassina ....
Tradir così un amante?...
Me la farò pagar.
Ahimè !
Cbe cosa avete?
Signor, non lo vedete?
Che cosa?
Un giovinotto .
Che vuoi?
Che vieni a far ?
Costei, che fa la semplice
Io vengo a smascherar .
Sentirne quel, che ha dectp ?
Eì parla per dispetto .
Taci : lo sò eh* ai rabbia
Ch' io m' abbia a maricar^
Credetemi •
Va' via .
Costei
Sarà tua zia.
Ma voi...
Sò quel , che faccio,
Nè tu ci devi entrar.
Med. Mi fè (
Mar. Lo fei ( Restar di ghiaccia.
Bet.Tob. Lo fè (
Non osa piìi parlar .
Med\ rabbia provo a un tratta
Bet. Caro ben tu mio sarai
ÌHed La mia cara m' abbandona
Mar, ) r^, , , , , provo
T ; Uh che rabbia ^ a un tratto
lab. ) prova
Non comprend^ dove sia
Tutti Ì)i cervello manc^ affatto
a
convulso a terminar, partono iut
S G E N A IX.
Piccola Sala.
Dorina , Lisetta , Pasquino .
Pds, Ma pns-iibile è dunque, o Padroncina,
Che nè voi , ne Mr:doro
Non intendiate ancor qual sia la trama?
Lis Ad un vecchio, che brama
D'ammogliarsi, ètà bene, o mia Signqra,
Una If ziou : non la capite ancora? •.
Dor Vi sò dir, che a mio Zio
Piace Bettina asnai : che in questo punto
Se n' è andato Tobia
Un Notaro a chiamar: che la scrittura
Delle lor nozze si farà tra poco.
Lis. Ahi. . Ah!... Dor. Ridete?...
pAs Or sì fa bello il gioco.
Dor. Infcdel sia pur 1 amante
Perdonarli ben saprei.
Ha se brama i .Tali miei
Questa è troppo crudeltà.
Molti son che in ogni giorno
Van giurando amore, e fede,
Ma infelice è chi gi crede,
E di lor sente pietà . partono
SCENA X.
Marcantonio^ e Betiiia.
Mar, Vieni , uon piii paura :
Cara la mìa metà ti rassicura .
et Quando sono eoa voi
Mi pare di sentirmi
21
Uu certo che... ah non saprei che dirmi!
A1aì\ ( Che perla ! ) appresso , appresso sentirai
Qualche cosa di più.
Bet, Davver ? Che gioia!
Mar. Ti terrò divertita
Canterem , salteremo
Di giorno , e notte . ..
Bet ( Ma la notte, o caro,
Son'> avvezza a dormir, non a «altare.
Ma^. ( Che candor ! ) sempre in gioja , ed m letizia ,
Sempre feste \ da noi
I contenti giammai saran divisi.
Troverai in casa mia, i campi elisi.
Bet. Oh signor! che bontà! troppo Ita cose
Per me ingrandite «
J^ar, Nò, cara lanciuUa :
Per sistema noa ingrandisco nulla .
Quel che dico , e prometto è tutto vero .
Bet. Un' uom d* età dev' essere sincero .
Mar ( Maledetta T età ) Di mie parole
Vedrai, vedrrJ I' effetto:
Cara la gioja mia, te lo promette.
Quando il Sol, che in alto sta
Capitombola all'ingiìi ;
Tii sarai la mia metà ,
Nè staccar ti potrai piìi
Al mio fianco, o mio tesoro.
Non temer malinconia,
Un diluvio di armonia
Gorgogliando in cor ci andrà i
Della musica hai diletto?
Fò portenti col falsetto;
Staffimi un poco ad ascoltar»
4
55 Quelle pupille tenere,
55 Che brillaao di aoaore
9) Vedraa di questo core
,5 Candida ogaor la fè .
Che ne dici ? Che ti pare
Senza spendere un quattrino
Rubinelli, e Crescentino
Tu potrai sentire in me .
( Già la cesa è accomodata!
O che moglie ho assicurata!
Vaga, grande, occhioni belli,
Bocca angusta, bei capelli!
O ohe groppe ! che statura !
Che modestia! che figura!
Sia di dietro, sia d' avanie
E' una eosa stuzzicante.
Saria degna, se non sbaglio
Di portarsi in un serraglio
Oh che invidia Marcantonio
Desterà per la Città. )
Oh che gioja che contento , \
Oh che gusto 1 che allegria!
Vado, e torno nel momento
Torno adesso, anima mia.
Dal piacer già vengo ra«no
Si smarrisce T alma in seno.
Ed il cor và sottosopra
Nella sua felicità. partono.
SCENA XI.
Pasquino , Lìsetu , indi Tobia , e Dorimi
che torna.
Pa$. Crede la Signorina che le nozze
Si facciano davver.
Lij$. Somiglia al vecchio.
^3
Oaaado s' ostina, il contradir non vale.
Tob. Ah ' ah! il cucco ha da far con un sensale
Dor. Dui7que, infedel . . .
Tvh Dorma , or non ho teojpo
Di far ciarle C)n te. Presto, Pa.^qulno,
Ìj abito fiotanal. Pas. Vi servo, pdrte.
Toh, hx Sri la
attendono gli sposi
A stipolare il lor contratto, In fretta
E Dorina, e Lisetta
M' aiutino a vestirò)! .
Pa<. Eccolo. T&b. Bene.
Guarda per or, che alcun n©n venga, e poi
Introdurrai tutto ad un tratto in sala
Suoaatori , e cantanti a tempo, e loco.
Dor. Or comincio a capir, che questo è un gioco,
Tvb. Tu ni' attacca le basette . a Dor,
Tu tn' adatta la parrucca . a Lis.
Lis Quafito sale in questa zucca !
Dor, li' uom piti scaltro non si dà.
Pas. Venga adesso chi n' ha voglia,
E un Notar vi crederà .
Tutti Se l* imbroglio non s* imbroglia
Rider tutti ci farà . partono tutti »
S G E N A XII.
8ala grande ,
Medoro e Bettind .
Bett, Di sposa la fede
Mio ben ti giura:
Fui sempre lo sai ,
Costante in amar.
E infida mi credi?
Mei. Perdona il sospetto
a 2i Ahi il core nel petto mi sento brillar .
/
H
SCENA xni.
"SI are anta filo , Tobia vestito da Notaro ^ e detti.
Tob. Ho steso già il cootratio
Ne* modi oiù legali ,
S' hanno da far per patto
Stasera gli sponsali ;
E acciò lo sposo et cetera
Alla sua fe non manchi ,
Pagar promette, e s'obbliga
Ottantamille- franchi .
Perchè la sposa, etcetera ,
Al caso, un'altro conjuge
Si possa ritrovar.
Toh. Che dite?
Be.t. Che dici ?
Mar. Va benìssimo,
Di meglio non pu(i andar.
Tok Or dica, signorina.
si metts a un tavoline, <c scriver
Il nume suo ?
Sett. Bettina.
Tob I[ suo cognome?
Bett. Mascoli .
Tob Mascoli ?
Bett. Sì signor.
Tob. Lo ^poso già immagine,
Sarà qael giovinetto.
Pari d*età , d'aspetto....
Proprio gli ha fatti amor.
Mar. Lo sposo, v« lo replico ,
Son io .
Toh. Misericordia !
Voi sposo a lei ? scusatemi
Creder noi posso ancor.
^5
M^r. ( Io gli darei dell asino.
Ma penso, eh' è un dottor, )
Pasq. (Ah! ah! qacst'è da ridere.
BHMed(GhQ faccia da impostor?
Tok Avaijti «otroscrìvaoo
Gli sposi il lor contratto .
I tej^timorij or vengano
B^ne. Il negozio è fatto.
Oi' datevi la mano .
Mnr.c Beft Eccola ...oh che piacer!..
Med.eTob Viva gli imposi.
Mar. Piano,
Nessun lo dee saper.
Toh Quand' è così: fidatevi
TkjT j n a uom, che sa tacer. Tob.ptirte
med^ePas Son ' ^
SCENA ULTIMA
Coro di Cantanti^ e Suonatori.
Lisetta , Dorina , e detti , poi di na^vo
Tobia col suo abito .
Coro Viva, viva gli sposi amorosi.
gii Attori Qual rumor! che si vuol? che si fa?
Coro Uno Spo*o canato, e gottoso
Faccia amor, che diveoti Papà.
Mar. Qual demonio costoro qui porta?
Lis Dar ^ giardino sforzando la porta
( Son venuti a che far non si sà.»
Coro Uno sposo canuto, e gottoso
Faccia amor, che diventi Papà*
M^ir. Temerari partite di qua.
Tuttigii f r\ ^ u lì • r
° ( Ur la scena pm bella si 1 a ^
M^t. Qtìì restate buona gente,
Star dobbiamo aliegrameate .
24
Il mio sposo sarà tale
Da non farsi invan pregar.
Se il pregarlo poi non vale,
Proveremo a comandar
Mar. Qual linguaggio? ahimè Lisetta!
E' costei la semplicetta ?
ban tradito, m' han gabbato
Tutti col coro.
Smorto, pallido fremente.
Tra gli scherni, e le risate -
Il rumor delle fischiate.
Toh. Signor mio vi parlo tondo.
Un pò più di civiltà .
Set. Marcantonio è un uom di mondo?
E sà quello che si fa .
Mar. Fui pur sciocco, fui pur matto:
Mi han servito come va.
Glialtri Ztto flemma: il fatto è fatto.
c^lCoro E il non fatto si farà.
Toh.
Bett
Chi mi fe costei sposar.
( Alto là signor cognato,
( Qual maniera di parlar?
Sta (
Sto (
qual musico che sentt
Fine 'delC Atto Primo i
2t
ATTO SECONDO
SGENA PRIMA
Anticamera fabbricata, e mobiliata all' antica.
Dorina, Pasquino, Lisetta, e Coro di Falegnami
Muratori, Mercanti di mods , e Bijottieri ,
Coro
/ Fai Son pronti i Falegnami.
/ Mar. Chi vuole i Muratori ?
/ Mer. Abiti con ricami,
/ Bijott, Perle, coralli .
/ Mer. Fiori.
Tutto il La Dama, che ci chiama
Coro . Non ha che a comandar .
Pas. La stanza , che vedete
Disfare, e far dovete.
ai Muratori , e Falegnami .
Lis. ( Ci voglion capi rari,
Dor. ( Che costin dei denari
ai Mercanti, e Bijottieri ,
Coro. ( La Dama, che ci chiama
( Non ha che a comandar.
Pas. Lis. ( Al vecchio d* aver moglie
e Dar. Le voglie han da passar. )
Pas. Cheti cheti là deatro in quella stanza
Voi dovete aspettare
ai Falegnami e Muratori eh' entrano a destra.
Pochi minuti, e vi verrò a chiamare.
^%
Lis. Datemi qua quegli abiti .
i mercanti ch^ danno a Lisetta ékani Involti
poi co* Bijottieri entrano a sinistra .
E intanto andate là Non dee star mo to
Madama a ricercarvi.
Dar. Ah! ah.,, mio zio.
Che in Bettina credea d*aver trovato
L' esempio delle Spose...
Lis. Senza coglier le rose
Le spine ei troverà . Pas. Eccolo .
Dor. 1» vado.
Onde di me sospetto aver non possa, parte.
S G E N A II.
Marcantonio ^ Lìsata^ e Pasquino,
Mar. Ahi sensale bricconi... l'ho fatta grossa:
Altro che modesiina, e sempliceiia.
Bagattelle!... Lisetta, ov' è Bettina?
Lis. In camera. Ha provvisto
Biacca, belletto, cappellini, piume ^
Ed abiti di moda ,
Che han due pertiche almen lunga la coda .
Mar. Oh ! poveretto me !
Pas. Tornar non volle
A ca^a sua. Pretende che a momenti
Si facciano le nozze ... Lis E come fosse
Già vostra moglie a tutti noi comanda .. -
Pas E coli' idea di comparir signora,
Gonsultatl in mezz' ora
Ha cinque parrncchieri , e qnattro sarti.
Mar. E non vai, Marcantonio, ad impiccarti ?
S G E N A III.
Bettina , e Marcantonio .
Bet Olà, servi , volanti , camerieri,
I Ghincaglieri, le modiste, e quanti
Sono artisti e cercanti , infia d.' adfi-sso
Dichiaro eh' abbiati tutti a mo T accesso;
E questa easa poi cesi indecente,
Che sembra una caverna,
Voglio tutta rifarla alla moderna .
Mar. Io protesto al contrario.
B^jt. Eh ! siamo intesi .
Ozg\ non serve più ; fra poco è notte:
Tutti v'aspetto qui doman mattina.
gii operaj partono.
TSlar. Con chi crede trattar la Signorina?
Beit. Col mio caro sposino.
Che sa pur quanto l'amo, e gli vuo bene.
( Or simular conviene
Per meglio corbellarlo ) • • \
Mar ( Che donna indiavolata ! Eppì^r mi piace.)
Bett Via non farti pvegar: faccia m la pace.
Mar Ma tu sei?... Bett Tutta tua.
Mar. Tu vuoi? Bett. Mostrarti,
Che 60... che bramo .. .
Mar. E cosa mai? Bett. Per ora
Non mi lice spiegar...
Mar. Oh via, prosegui,
Consolami una volta.
Bett. E non m' intendi ?
Mar Mi par., sperar vorrei... pur dal tuo labris
Or tenero, or sdei^noso
Il linguaggio d* amor, pivi che dagli occhi
Di ^ Uirmi è capace .
Bett. Ah! se potesd ... M^ir. Provati.^
Bett. li mio ro^sor... Mar. Fatti coraggio*
A. parte la vergogna.
Bete. Ob quante cose
lo dir vorrei I. . . Ma •
3©
Mar. Non avvedi , o cara ,
Che per te d'ogni parte io cretto foco-
Ben, Ed io per te ... ba.sta . , . il vedrai fra poco
Mar. Se ti guardo, o osìa ragnz^ja.
Un incendio io sento in petto /
Ben. Io divengo quasi pazza ^
Qi^^an^o penso al nostro afFetto,
J^ar. Pa' che ascolti un tuo sospiro '
^ett. Ahi!... Oiraè:...
Mar. Che gioia è questa!
^ett. Jdol mìo! Per ts respiro .
IVW. Cara!... ^
^ett. Oh Dio!
Mar. Non più... t' arresta,
£l€tt. (Tu sei proprio il mio tormento,
( Tu la mia felicità.
Mar. (Ah! ch'io vado in svenimento
(Gessa, cessa, o casco qnà.
Bett. Dritto, dritto per pieui .
Mar. Or fingi sdegno , e moderat
Del mio piacer l'eccelso.
Come? cioè.
Miir. Strapazzami.
Io {Strapazzarti adesso?
Mi proverò, ma vedo,
Che no '1 ronsente amar
Mar. Lo credo, sì lo credo,
Conosco il tuo candor.
Vanne, animai quadrupede,
Vùtti ti cibar .U ghiande.
mar. Che bel principio in «rande E
^fc^^^. 1) sprezzo i Vini aerili
Duo ve/jchìo secca tor .
Mar. Oh questo poi, perdunaml .
3^
M' ojfFemle un po^ T orecchi» ,
Sett. Guardati nello specchio ,
Nè parlerai così ,
Mtir. Lagciando i scherzi a parte ,
Lo specchio mio mi dicu ,
Che tu :^araì felice ,
Sposandoti eoa me .
Bett. Sempliciotto!
Mar. Tri*tatella !
Bett. Tu sei cotto .
Mar. Tu sei bella.
Bett. (Che fatica maledetta! )
Mar. (Che prolifica ricetta! )
Bett. Quante grazie !
M^r. Quanto fuoco!
d 2 Ah non tro^o ornai più loco!
Più son teco, e più m'accendo*
Che tumulto! che scompiglio!
Va crescendo la teiopesta :
Là mia testa è in gran perìgli©
Quaad' io soa vicin^ a te. partono
SCENA IV.
Tobia , Pasquino , e Dorina .
Toh Amici, il vecchio intende, come pare.
Di non far più le nozze ,
E insiem di non pagar qaanto ho promesso.
Ma io j, che son sì accorto,
Pria lo spaventerò, poscia in giardino
Parò un giochetti, e tei dirà Pasquino.
Dor. Ah ah ! questa raggiro
E' assai bizzarro, @ strano.
Tob, La biscia ha da beccar© il ciarlatano.
partono .
52
Pas Tatto 51 mondo rong'ura
A burlare un tfabbco. Fa rabbia a tutti
Un cb€ vuol prender moglie a eettant' anni
E ihtanto avrà a sue spese
Fatto 2[ià mnrmorar tutto il paese .
Un, che in età decrepita,
Vuol diventar marito,
E' un sciocco rimbambito,
Un matto da le^ar.
D' un giovinocto amante
La donna p'^ch' è contenta.
Ma d' un che passa i trenta,
Che cosa ne ha da far?
S G E N A V.
lnìedoro , e Bettina .
Bel, Tutto finirà ben: te ne assicura
Noi contenti sarem .
ÌHed Ma se mio zio
Per non pa^i;ar gli ottantamila Franchi
Si risiolvesse . . .
Bei, Oibò, sono testina
Dà far girarli il capo in tal maniera,
Che liberi saremo avanti sera.
Med. Se lo dici, lo spero.
Bet. E allor mio bene
I nostri voti alfine
Coronati saranno.
Me(i O mio contento!
B^t vSì, vivrò lieta con chi tanto adoro
Sarò tua, .sarai mio, caro Medoro.
Mei. O cari, o dolci accenti,
Che rendono al mio car«
La sospirata pace!
33
Ah! tal giubilo V alma
Ab 1 tal diletta io sento,
Ch'esprimerlo noa sò; soti lieto appieno
Ora che stringa il mio tesoro al s^no..
Conie soave all' alma ' ,
Scende sì bella speme l
Torna la dolce calma
A consolarmi il cor .
Ognora piìi contento
4 Vivrò più lieti giorni ,
W Nel cor per te già sento
Il più soave ardor .
Ah la gioja , ed il contento
Già cni purta a giubilar partono
S G E N A Vi; ^
Mdrcardonio , indi Pasquino.
Mar. Povero Marcantonio! Siam da capol
Questa faccenda ^onie aa4rà a Unire?
Le ottantamila franchi
Non le voglio pagar; qja aver tal raogUe
Io non voglio nemmen : sono imbrogliato.
Pas Presto , presto , padron .
Mar. Che cosa è stato?
Pas Bettina adesso al bnio,
un qualche amante in traccia...
Se n' è andata in giardin.. .
Mar. Buon prò le fciccia .
Qaes:o è quel eh' io volea. Pas. Come
Mar. Non vedi, che così senza spi^m
Mando per aria questo sposalizio?
Pas Ma oon basta un indizio :
Ci voglion prove, e testimonj.
Mar. E' vero , .
E come far? Pas, Badate a me: Bettina
34
{5Ò, ehe ha presa la chiave
Del Casino dei bagni. Voi dovresti
Cheto, cheto, alT oscaro
Girar a quella parte , e se eoa altri
Ella va nel Gasino,
Chiuderla dentro, portar vìa la chiave,'
Convocare ad un tratto
Giudici, amici, ed il Processo è fatto.
Mar. Bravo : la pensi bene . Ah 1 ... ah ! . . per bacco f
La Sigcora Modestia
Le ha tutte da pagar. parte,
Pas. Quanto e mai bestia. pdrie.
SCENA Vh.
Giardino con alcune statue • In prospetto un
casino ad uso dei bagni con porta aperta e
praticabile , che poi si chiude con chiave i
dall' una e dall' altra parte della porta due
finestre con ferriate pur praticabili.
Notte.
Bettina Tobia ^ Medoro y indi Dorina ^
poi Marcantonio .
Bet Toh. Or che fra i taciti
e Mcd. Notturni orrori
Gli amanti scherzano
Giocan gli amori ,
Io peno e palpito
Mio ben per te .
Dor. Cheto il vecchio qua sen viene.
Batt. Voi qui srate : ( a Med. ) lo quà :
Tu là . a Tob:a
a 4 Zitto ... Zitto ... attenti bene.
Mar, Oh! che brutta oscurità !
entra fra Emina e Toh.
Bett. Ehm.
^o6. Psu
rob, Sei tu?
ìett. SoQ io.
i 3 Vieni a me, bcU' idol mio.
'"jer^o Marcantoni^ ,
)!ar. ( Mi si gela il sangue indosfcO. )
ned.Dor. ( Qui star dur^ più non posso
Pet. Qiià v'è un altro, urtando in Marc^nt.
Tob. Chi va là?
E' una statua. toccandola.
Bet. Gom è caldai
lo tocca, e Marcantonio sta immobde.
Tob. Anche i sassi il Sol riscalda .
Bet,Tob. Pria d' andar in altro loco
Discorriamola un po' qua.
DorMed, ( Stìam qui pronti a fare il gioco;
E il più bel non vi sarà. )
Mar. ( Dal dispetto dentro il petto
Tippe toppe il cor mi fa. )
Tob. Posporre un fido amanto
A un vecchio senza denti ,
Cervel pili stravagante
Del tuo non si può dar ,
Bet. Per diventar Signora
Cotal Marito io presi :
Ma spero che in due mesi
Io lo farò crepar .
Mar. ( Ah! maledetta strega! )
Med.Dor. ( Che scena! or me la godo. )
^ob. Intanto in qualche modo
Ci abiViam da concertar.
Bet. Andiam qui nel calino.
3<5
Tob Ti seguo pian planino.
a a Che bel momento e questo!
Di più non bò bramar.
MeclDer. ( Il gioco presto presto
A noi qui tocca a far . )
Si vanno a mettere sulla perta del casini
mentre Tobia e Bettina fi.igmdé andar nel
casino si nascondono dietro le statue
Mar. Sta allegro, Marcantonio,
Se air infedel or manchi.
Gli ottanta mille franchi
Nissun ti fa pagar.
Rosina e Medoro dopo essersi fatti vedere
da M irc^ntonio sulla porta del casini/ entra-
no. M.arcantonio li chiude dentro, e porta
via la chiave, I due primi vengono alle fer-^
fiate uno per parte . Bettina e Tobta resta^
no dietro le statue^ e il vecchio viene avan-
ti nel mezzo .
Tob Che pazzo.
Med. Che sciocco .
Mar. ( Tremate )
TobBet.Dor. Clio allocco
Tob. Che srato momento
'Med. Il cor dal contento
Mi sento a brillar.
Mar. Che fare!
Tob. Crepare .
Med. Io sogno o pur veglio.
Mar. Vendetta.
Med. Stai meglio.
Mar. Già chiun son dentro
Or sì son allegro ,
^4 II bianco per negro
V amico coraptb*
Udr. La Gatta è nel sacco
ì Vendetta ho vicina
Vo presto ramina ,
Ar estar la farò,
i 4 L' amico è nel «a:ceo
A te son vicino
Più lieto destino
Sperar non si può»
Che giorno felice
Che dolcft contento,
P ù lieto momento
Bramar non si può.
Mar. Che giorno infelice ,
Cile fiero momento ,
Più crudo tormento
Provar non si può partono .
SCENA Vili.
Lisetta , indi Tobia .
Lis. Impaziente aspetto
Qualche notizia. A quello che mi pare,
La scena del f^iardino
D vrebbe esser già futa E)ben, Tobia...
Toh Ah ahi tutt> andò ben. S^r Marcantonio
Vuol che chiarwinsi i Giudici, c i pirenti .
Dimmi un poco: o^e son ?
Lis Tutti in cantina
Si son nascosti. Il parruccone, e 1' abito
Col qnal Pasquino dovrà far da Giudice;»
Sono ancora in cantina.
Tob Bravo : tatto va. bene .
Fra poco nui godrem di belle scene . partone
ss
S G E A IX.
Notte.
marcantonio e servi con torce; tavolino c,n
cune sedie. Indi Pasquino. in abito Giudice
^oro de vecchi, poi Tdna , Mederò , e Do
^^na d,} Casino, poi fettina dalla casa.
in.w' ^' ^««J'e torce
Illuminate questo loco intorno,
JJa poterci veder come di giorao.
Qua .1 tavolino e qua le sedie ... oh ... appu„t.
^ccoh: bignvr Giudice, e voi pure
Amici roiei, sedete, ed ascoltate
Pria di IZT " ^ ^ '''<^^hi
l'Ha d. tutto scusate, se a quest' ora
V ho fatto incomodar. Ma qui si tratta
^on «n formai giudizio
Di trarre na porer' uom dal precipizio.
P-*^. Due senza preamboli. Mar. Sapoiat3,
Che mi sono obbligato '
»t «posare una tal, che in apparenza
Potea d.rsi il model dell' innocenza.
Ora state a sentir. Mentre io 1' aspetto
ler far le noz^e , con un suo galante
ali oscuro m giardia da solo a 5oJ»
lilla sen vieos ...
Ei mente p-r la gola.
Sappiate, Signor Giudice,
Che ,1 contratto di nozze è fatto i» modo,
'-'ne, qualora egli manchi.
Deve pagare ottantamilie franchi,
Ura, per non f^agar. non ha riguardo,
l-oa questa sua novella ,
D accasar quella tal, eh' è mia lorella.
«Jr. Ho in man le prove .
Tok Son pretesti. . Mar, Sclccco,
Toh. Bestia. Mar. Animai,
^'Tok Pe? forza, o per amore,
^' ^ pagare, 0 spasarla
'^'Pas, Asiai, in faccia mia così si parla ?
Orsù, state a sentir. Rompe ogni patto
Una sposa infedel : abbia la pena
Chi il suo marito, e il sho dover malir
Mar. Dunque, signori miei, la grazia è la
^To6. Ma le prove ... le provo
Mar. Il fitto iste?}so
E' provato da se . Gol suo Zc^rblno
Dentro questo Casino
Quando la vidi entrar, io V ho rinchiii-
State a veder .
Mareantonio corre ad aprire il Cj>
e n escono Medoro c Dorina .
Pits, Non ha piìi scusa,
K^i. ^^ignor Zio . . Dor. Serva sua ,
jilcir Cbe!... Voi?... qui.*. Come?
med Par or con mia sorella
Stava qui pasr^ei^giando alla frescura:
Vediamo una figura
Venir verso di noi . Corriamo cnrrambi
Dentro il casin : colui c* , iui^ei^iìe , e pr^:
Ci rinchinds, e va via. L'affare ò qucs
Mar. Ma Bettina Med Bettina
Qui non s è vista . •
Mar. Ah! ( perdo la testa )
Pas, L'affare è serio. alzandosi,
^ed. Che dite Signor Zio?
Pas Ser Marcantonio,
Che pensate di far?
Mar. iiou pronto a tutto;
4©
Vada tutto. Di tutto
Quinto possiedo volentier mi spoglio:
Ma tiratemi fuor di quest' imbro^Tlio
Pas. Oì'i^h: Signor Tobia, noi qui dobbiamo
Ag|j;iustar la faccenda.
Toh Ebben? accordi
Tre cose, e gli perdono,
Altrimenti Taftar gi farà brutto.
Mar. Yc\ torno a replicar soa pronto a tutta
Pas. Dunque parlate.
Tobs In primis, et ance cnmia,
Non più nozze, ma paglii
Li ottanta mille franchi.
Med. Signor Zio^ cosa dite?
Mar. E che ho da dire?
Toh. Per risarcir T onor di casa Masculi
Mi conceda in isposa sua Nipote,
Assegnandole in dote
Tro milie scudi altnen .
Mei. Che ve ne pire ?
Mar Sono pillole amare,
Che bisogna inghiottir. C è altro?
Tob la fine
Anche il Signor BIed ;ro ,
Giacché off ^e T onor di mia sorella ,
Paghi la pena, e se la prenda in moglie,
E i franchi ottantamille
Abbiane iu dote, e per pagar le spille.
Med. Gofiie!... Gocne!...
Pas, E' finita . O accomodatevi ,
O precedo ex offici»^ e castigando
Chi 6i mostra ostinato,
hj lo faccio pelar da ua Avvocato.
partii Pasquino con il Coro
'^f,. Adunque siamo intesi...
\ed. E sposerò aoa sxrega?
fj;-. Ab! sì Nipote, pigliala.
2 E' ua Zio, che ve ne prega.
lar. Non hai da ricusar.
'oh.elSled ( un rider da schiattar» )
lar. Ebben ?
lei. Che dir poss' io?
Poiché d'un Zio si tratta
Tot. Viva: la grazia è fatta,
Corriamo a stipular,
ffar. Caro nipote, abbracciami:
Mi fai risuscitar.
)\ed. ( La «cena più ridìcola
Affé non si può dar. ) partono
SCENA XI.
Sala grande .
Dorina , Lisetta , e Pasquino , indi Tobi
Medoro, e Vlarcantonio .
Dor Che mi narri?..,
Pas, Or siete sposa .
Lis. Guarda guarda: fa il bocchino.
Dor. boa contenta oh mio sposino
E di i iìi 5perar non .^ò .
Lis.Pas. Ve lo credo già lo vedo
( Qualche mancia or pigliérò. )
Mei. Mia morella ecco il tuo »sposo.
Dor. Che? ... costui? ..
Mar. Ci vuol pazienza a Dor.
Che ti par .
Dor. Per obbedienza
SifTuor Zio lo sposerò.
Tob. Ma Bettina...
Gli altri Appunto or viene .
ì\^b. Flemma usar con lei conviene
Alcrìmenci è cc«ì stiana
Che può ancora dir di nò.
Oii altri Vien con aria da Romana
Sperar bene affé non sò.
S G E N A ULTIMA
Bettina , poi Coro di Vecchi .
Tutti Ritorni sereno quelT occhio sdegnoso. ,
attende uno spo^o, eh' è degno d* atnir.
iUur. Troncando il puntiglio salvando il decoro
Vi cedo a Medoro eoa tanto di cor*
il t. V' accetto per moglie.
' Tu fai la sdegnosa!
\LuUi pcjr bacco la cosa s'intorbida ancor?
^^ii. Tu, ch'esser vuoi mio spjso,
Chi sci? qual è il tuo stato?
Bettina uno spiantato
Giammai non sposerà .
Che colpo! ohimè! che fulmine!
*i .'w>. Volete uscir d'imbroglio?
Firmate questo foglio.
Mir. Sìa subito, son qua.
Che cosa poi contiene ?
s ob. Che d' ogni vostro bene
Voi subito a BIcdoro
Donate due metà.
Mjr. Come? donar? Bel bello . . .
bjz. Che importa a noi, fratello.
Io resto già sua moglie:
Sarà quel , che sarà .
Mjr. Ah! nò. Ptar eh' io mi scampi
Dal diavolo , e da voi ,
43
Vadano case, e campi ,
Asini, vacche, e baoi :
lo corro a sottoscrivere
E tutto fluirà.
parte in fretta poi torna
"atti Ah! ah! quant' è mai stolido!
Come gabbar si fa.
ìet. Costui sarà la favola
Di tutta la Città.
ìar. Ecco il foglio sottoscritto
ìet, Son contenta •
"oL\ Va a dovere -
ìet, e)
Aed. ) Idol niio con gran piacere
robe) Oc ti do la maao, e il cor.
Qor. )
Gli altri eccetto Marcantonio.
i La Commedia è andata bene .
• Viva Imene, viva amor.
// Coro de becchi .
Care bestie, del vostro consiglio
I Parlo tondo, non son perf^uaso.
f Prendo moglie, e eoa tanto di naso
' Tatti quanti vi faccio restar.
mar. Maledetti! Voi pur mi burlate?
Gli altri Marcantonio ridete, scherzate.^
Tutti Questa e stata una buona lezione
Per ua vecctiio , che vuoisi aoitnogliar
Fine del Dramma.
co
IO
co